Le Saline di Cervia, oltre a essere state uno degli elementi portanti dell'economia cervese, costituiscono da sempre un patrimonio paesaggistico e naturalistico di altissimo valore. Di origine molto antica, probabilmente etrusca, si estendono a ovest di Cervia su una superficie di 827 ettari, a un paio di chilometri dal mare. Le Saline formano un ecosistema umido-acquitrinoso d'importanza assoluta dal punto di vista ambientale, tanto da essere protette dalla Convenzione di Ramsar e da rappresentare la Stazione Sud del Parco del Delta del Po.
Ogni anno, circa centomila uccelli arrivano, passano o si stabiliscono nell'area salina. Tra questi, ci sono molte specie rare che qui nidificano (il Cavaliere d'Italia, la Pettegola, il Gabbiano corallino, la Volpoca, l'Avocetta - divenuta simbolo della stazione stessa in quanto assente per molti anni e poi inaspettatamente ritornata) o sostano durante le loro migrazioni, in particolare trampolieri e anatidi (Fenicotteri, Spatole, Aironi bianchi, Gru, Cicogne...). Ed è proprio tra questi specchi d'acqua salmastra che da alcuni anni appare un'immensa nuvola rosa: si tratta di una colonia di centinaia di fenicotteri rosa, che si fermano per riposare durante i lunghi viaggi migratori.
Le Saline di Cervia, oltre a produrre ancora oggi ottimo sale, sono uno dei più importanti osservatori per lo studio e il censimento delle migrazioni lungo la direttrice adriatica. Grazie all'apertura del Centro Visite, a un percorso attrezzato e alla nuova torre di avvistamento, è possibile per tutti fare visite orientative ed entrare in contatto con questa incontaminata oasi naturalistica. Binocolo e macchina fotografica sono d'obbligo: è un'occasione unica per cogliere "al volo" rare specie di uccelli e scorci paesaggistici indimenticabili.
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